I 10 errori più comuni che gli stranieri commettono quando parlano spagnolo (e come evitarli senza frustrarsi)

Michal Kazimierczak 11/06/2026 6 min

Imparare lo spagnolo può essere un’esperienza affascinante, arricchente e, a volte, un po’ caotica. Non preoccuparti: commettere errori fa parte del processo di apprendimento di una nuova lingua. In effetti, sbagliare è uno dei modi più efficaci per migliorare. In questo articolo ti sveliamo quali sono gli errori più comuni che gli studenti internazionali commettono quando parlano spagnolo… e come evitarli senza stressarti!

1. Confondere la “b” e la “v”

Uno degli errori classici. La buona notizia è che nella maggior parte dei paesi ispanofoni non c’è differenza nella pronuncia di “b” e “v”: suonano identiche. La cattiva notizia: anche se si pronunciano allo stesso modo, si scrivono diversamente, ed è proprio qui che molti studenti si confondono. Per esempio, non è la stessa cosa “tubo” (un oggetto) e “tuvo” (del verbo tener, che significa “ha avuto”).

👉 Consiglio pratico: presta attenzione quando leggi ad alta voce. Se hai dei dubbi tra “b” e “v”, cerca la parola sul dizionario e impara la sua ortografia. Puoi anche fare dei dettati per rafforzare la scrittura.

2. Non pronunciare bene la “r”

La “r” in spagnolo ha due suoni: quello semplice (come in “caro”) e quello doppio o forte (como in “carro”). A volte, una minima differenza di pronuncia cambia totalmente il significato. Per chi parla inglese, tedesco o francese, la “r” forte può sembrare un vero incubo.

👉 Mini tip: un ottimo trucco è esercitarsi con parole che iniziano per “r” o che hanno “rr” nel mezzo, come ratón, perro, reír. Se all’inizio non ti viene, non ti scoraggiare! Anche molti madrelingua impiegano anni per dominare la “rr”.

3. Usare male “tú” e “usted”

In spagnolo usiamo “tú” per parlare in modo informale e “usted” per le situazioni più formali o quando vogliamo mostrare rispetto. Molte lingue non hanno questa distinzione (o non la usano allo stesso modo), per cui è facile sbagliarsi.

👉 Esempio pratico: con il tuo compagno di stanza dirai “tú eres divertido” (tu sei divertente), ma al professore dirai “usted es muy amable” (lei è molto gentile).

👉 Consiglio: quando hai dei dubbi, comincia sempre con “usted”, specialmente con le persone anziane o in contesti professionali. Con il tempo capirai da solo quando passare a un tono più informale.

4. Confondere “ser” e “estar”

Entrambi significano “essere”, ma in spagnolo hanno usi differenti. “Ser” si utilizza per descrivere l’identità, caratteristiche permanenti o professioni (soy estudiante, es alto, somos amigos). “Estar” si usa invece per stati temporanei, emozioni o per indicare una posizione geografica (estoy cansado, está en casa, estamos felices).

👉 Consiglio: se parli di qualcosa che può cambiare nel tempo (emozioni, luogo, stato fisico), si usa “estar”. Se si tratta di qualcosa che definisce intrinsecamente la persona o l’oggetto, si usa “ser”.

5. Non usare bene i verbi riflessivi

In spagnolo molti verbi sono riflessivi, il che significa che l’azione ricade sul soggetto stesso. Per esempio, non è lo stesso dire “levanto” (sollevo qualcosa) rispetto a “me levanto” (mi alzo dal letto).

👉 Esempio: “me baño” significa che mi faccio il bagno da solo. Dire semplicemente “baño” può suonare strano se non c’è un oggetto subito dopo.

👉 Consiglio: impara il verbo insieme al suo pronome fin dall’inizio. Puoi creare delle liste con i verbi riflessivi più comuni: levantarse, ducharse, peinarse, acostarse

6. Errore nella concordanza tra soggetto e verbo

In spagnolo il verbo cambia in base al soggetto. Questo è un aspetto che molti principianti trascurano. A volte si usa un’unica forma verbale per tutte le persone (per esempio: “yo habla”, “tú habla”, “nosotros habla”)… e questo può suonare davvero bizzarro a un madrelingua.

👉 Consiglio: crea delle tabelle di coniugazione per i verbi più comuni (come ser, estar, tener, ir, hacer). E ripeti frasi semplici con tutti i pronomi: yo como, tú comes, él come

7. Confondere “llevar” e “traer”

Entrambi i verbi indicano un movimento, ma la differenza sta nella direzione del movimento stesso:

  • Llevar: qualcosa va dal luogo in cui ti trovi verso un altro posto (portare là).

  • Traer: qualcosa viene verso il luogo in cui ti trovi (portare qua/portare con sé).

👉 Esempio: sei a casa e la tua amica è al supermercato. Le dici: ¿Puedes traer pan? (Puoi portare il pane?). Ma se sei tu a doverlo portare a casa sua, dirai: Voy a llevar pan a tu casa (Porto il pane a casa tua).

👉 Consiglio: immagina sempre la tua posizione e quella dell’altra persona per capire se l’oggetto si muove verso di te (traer) o lontano da te (llevar).

8. Non distinguere tra “ll” e “y”

A seconda del paese, la pronuncia di “ll” e “y” può variare. In alcune regioni suonano identiche (yeísmo), mentre in altre no. Questo può portare a diverse confusioni, sia nell’ascolto che nella scrittura.

👉 Esempio: “llama” (l’animale o la voce del verbo chiamare) e “yama” (se si scrivesse così, sarebbe un errore ortografico).

👉 Consiglio: anche se suonano uguali nel paese in cui stai studiando, conviene imparare la loro ortografia corretta. È anche interessante scoprire le differenze di pronuncia tra i vari paesi (in Argentina, ad esempio, la “ll” suona come una “sc” dolce).

9. Usare male gli articoli “el” e “la”

Ogni sostantivo in spagnolo ha un genere grammaticale: maschile o femminile. Sebbene molte volte i sostantivo maschili terminino in “-o” e quelli femminili in “-a”, ci sono numerose eccezioni. Per esempio: el día, el problema, la mano.

👉 Consiglio: impara il sostantivo direttamente con il suo articolo: non memorizzare solo “mapa”, ma fissa in mente “el mapa”. In questo modo il tuo cervello lo collegherà al genere corretto fin dal primo istante.

10. Ignorare gli accenti grafici (tildes)

Molti studenti ignorano gli accenti quando scrivono, o perché non esistono nella loro lingua madre o perché non li ritengono importanti. In spagnolo, invece, possono cambiare completamente il significato di una parola:

  • papa = patata

  • papá = papà (padre)

  • = sì (affermazione)

  • si = se (condizione)

  • = tu (pronome)

  • tu = tuo/tua (possessivo)

👉 Consiglio: attiva il correttore ortografico in spagnolo sul tuo dispositivo ed esercitati nella lettura ad alta voce, facendo molta attenzione alle parole accentate. Più le vedrai e le userai, più ti verrà naturale inserire l’accento.

Conclusione: dagli errori si impara

Imparare lo spagnolo non significa essere perfetti, ma fare progressi, sbagliare, farci una risata e continuare a studiare. Non aver paura di commettere errori: sono una parte fondamentale del percorso. Anzi, prima li commetti, prima imparerai da essi.

Parla, ascolta, domanda, leggi, sbaglia e riprova. I madrelingua apprezzano sempre moltissimo lo sforzo degli studenti. Con una pratica costante, un pizzico di pazienza e il giusto atteggiamento, noterai i tuoi progressi molto prima di quanto immagini!

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SCRITTO DA Michal Kazimierczak
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Ciao a tutti, mi chiamo Gabriela. Sono venezuelana e comunicatrice sociale per professione e per passione. Essendo appassionata del processo comunicativo, mi piace davvero entrare in contatto con le persone e offrire un supporto caloroso e autentico. Nel tempo libero adoro leggere, viaggiare e scoprire nuove culture – esperienze che arricchiscono il mio modo di vedere il mondo.

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