Il @ nel linguaggio: inclusione o confusione?

Michal Kazimierczak 7 min
Instituto Hispánico de Murcia - Il @ nel linguaggio: inclusione o confusione?

Ti è mai capitato di ricevere un’email che inizia con “Querid@s compañer@s” e ti sei chiesto da dove provenisse quel simbolo strano al centro di una parola? O perché alcune persone scrivono niñ@s o alumn@s invece di “bambini” o “studenti”? Se la risposta è sì, continua a leggere perché questo articolo è fatto per te.

Parleremo del famoso segno (@), quel simbolo che è diventato protagonista di una delle più vivaci controversie sul linguaggio inclusivo in spagnolo. È davvero utile includere tutti i generi? Da dove proviene esattamente quel simbolo? E cosa ne pensano gli esperti? Spoiler: la storia dell’at è molto più antica e curiosa di quanto immagini.

Cosa significa davvero usare il segnale AT in parole come “tod@s”?

Da alcuni anni ormai, il cartello at viene usato come soluzione rapida e visiva per evitare di scrivere sia maschile che femminile. Quindi, invece di dire “tutti”, alcune persone scrivono “tod@s.” Lo stesso vale per amig@s, niñ@s, profesor@s, ecc. L’idea dietro a questo è buona: includere tutte le persone, senza tralasciare nessuno.

Questo uso, tuttavia, appare solo per iscritto, non nel parlato. Come si pronuncia “@”? Non si può fare. Non esiste alcun suono in spagnolo che rappresenti quel simbolo. Ed ecco che inizia il primo grande problema: è impossibile  leggere ad alta voce frasi con arroba senza dover spiegare cosa intendi.

Inoltre, la Grammatica Accademica e il Dizionario Panispanico dei Dubbi (DRAE) sottolineano che questo uso è inutile e inappropriato, poiché la forma plurale maschile in spagnolo ha sempre funzionato come un genere non contrassegnato, cioè come una forma che include uomini e donne al plurale. Quando diciamo “i ragazzi”, ci riferiamo sia ai ragazzi che alle ragazze. E anche se questo può sembrare ingiusto o poco rappresentativo per alcune persone, la logica del linguaggio non coincide sempre con le lotte sociali.

Ma da dove viene davvero @?

Ora arriva la parte migliore. Sebbene molti pensino che il segno a punto sia nato con Internet e le email, la verità è che questo simbolo ha un passato molto lungo e sorprendente. Torniamo indietro nel tempo.

Una delle teorie più pittoresche sostiene che l’arroba rappresentasse un’anfora (un antico contenitore per il trasporto di vino o olio), e che il suo uso sia documentato già nel 1536. Un mercante italiano di nome Francesco Lapi scrisse una lettera in cui menzionava un “wine @“, equivalente a una frazione di botte. In quel contesto, il at era semplicemente una misura.

In effetti, la parola “at” esisteva già in spagnolo molto prima della tastiera o dei computer. Era (ed è ancora) un‘unità di peso equivalente a un quarto di quintale, cioè tra 11 e 13 chili approssimativamente. Quindi sì, anche se ti sembra strano, la parola deriva dall’arabo ar-rubʿ che significa “la quarta parte”.

Come è finito l’at nel tuo indirizzo email?

Il grande salto dal @ al mondo digitale avvenne nel 1971, quando Ray Tomlinson, un ingegnere americano, dovette creare un sistema per inviare messaggi tra computer. Per farlo, doveva trovare un simbolo che non facesse parte dei nomi utente e che potesse separare il nome dal server.

E cosa ha trovato sulla tastiera? La vecchia conoscenza: @.

Poiché il segnale di ‘at’ era già presente nelle macchine da scrivere per uso commerciale, Tomlinson pensò: “Questo va bene.” Così nacque la struttura che usiamo oggi: usuario@dominio.com. In realtà, in inglese si pronuncia “at” (che significa “in”), e ha senso: “username on the server”.

Grazie a Internet, la @ è diventata un simbolo universale. Oggi è impossibile concepire l’email o i social network senza di essi. Instagram, Twitter, TikTok… Tutti usano l’@ per taggare gli utenti. Ma questo non significa che funzioni come strumento per cambiare le regole dello spagnolo.

Perché l’uso del segno at come genere neutro non funziona?

Torniamo al tema del linguaggio. Usare l’@ come sostituto delle lettere “a” o “o” per parlare di tutti i generi suona moderno, visivo, attivista… ma non ha alcuna base linguistica. La Royal Spanish Academy lo chiarisce chiaramente: il segno di at non è un segno linguistico. È un simbolo commerciale, una convenzione, ma non può sostituire le lettere né essere una parte ufficiale delle parole.

Inoltre, non può essere applicato in tutti i contesti grammaticali. Ad esempio, se scriviamo “niñ@’s Day”, l’articolo “del” è in maschile, il che crea una contraddizione. Se volessimo femminilizzarlo, dovremmo dire “della ragazza”, ma questa è un’altra espressione. In altre parole, la grammatica non può essere piegata così facilmente.

Alternative reali e corrette per parlare in modo inclusivo

Significa che dobbiamo accontentarci del maschile generico e dimenticare l’inclusione? Per niente. Lo spagnolo ha molti modi validi e naturali di parlare in modo inclusivo senza alterare la struttura della lingua. Ecco alcuni esempi:

  • Usa gruppi neutrali: invece di dire “gli studenti”, puoi dire “gli studenti”.
  • Sostantivi epiceni: parole valide per entrambi i generi, come la persona, il personaggio, l’individuo, la vittima.
  • Sostantivi che terminano in -e: studente, presidente, amante, interprete… Sono parole che non cambiano in base al genere. Un uomo e una donna possono essere presidenti, senza la necessità di inventare un “presidente”.
  • Contesto e equilibrio: non c’è bisogno di ripetere maschile e femminile in tutte le frasi. Puoi alternare, giocare con il linguaggio, cercare modi creativi, ma senza forzare la grammatica.

E poi… che ne dici di parole come “presidente” o “capo”?

Qui entriamo in un altro dibattito. Alcune forme femminili come presidente, sindaco o capo sono state accettate nel tempo, anche se originariamente non esistevano. Queste parole nascono dalla pressione sociale e dalla necessità di rappresentanza, che è del tutto legittima.

Tuttavia, ci sono coloro che sostengono che queste forme non seguano sempre una logica grammaticale naturale. Per esempio, se diciamo presidente, perché non presidente? Ecco dove entra in gioco il criterio d’uso: se una parola inizia a essere usata da molti parlanti, la lingua finisce per accettarla. E anche questo fa parte della sua evoluzione.

Lo spagnolo cambia, ma non si rompe

Lo spagnolo è una lingua viva, in continuo cambiamento. Ciò che oggi ci sembra strano, domani potrebbe essere nel dizionario. Ma perché un cambiamento sia consolidato, deve rispettare una certa logica interna e, soprattutto, essere comprensibile e utile per tutti i parlanti.

L’uso di segni come @, x o e (come in todxs o todes) può avere valore simbolico e politico, ma non è sempre pratico o linguisticamente corretto. E questo non significa che non possiamo parlare con rispetto, sensibilità e inclusione. Al contrario, abbiamo molte risorse all’interno della lingua per raggiungere questo obiettivo senza complicare la nostra vita.

In breve: usare o non usare l’@?

Dipende. Se stai scrivendo un poster informale o un messaggio su WhatsApp e vuoi che sia chiaro che stai parlando di tutti, usare il @ può essere un bel gesto. Ma se stai scrivendo un testo accademico, un’email professionale o una pubblicazione pubblica, è meglio optare per forme inclusive riconosciute dalla grammatica.

E se vuoi essere creativo, moderno e chiaro, ricorda: il linguaggio più inclusivo è quello che tutti comprendono.

Sei sorpreso dalla storia dell’at? E tu, come scrivi di solito quando vuoi parlare di tutte le persone? Usi l’@, la x, la “e”… O preferisci cercare altre parole? Fatecelo sapere e nel frattempo, continuate a esplorare le meraviglie dello spagnolo con noi.

Ti é piaciuto? condividilo

SCRITTO DA Michal Kazimierczak
Carrello della spesa
Torna in alto

Ciao a tutti, mi chiamo Gabriela. Sono venezuelana e comunicatrice sociale per professione e per passione. Essendo appassionata del processo comunicativo, mi piace davvero entrare in contatto con le persone e offrire un supporto caloroso e autentico. Nel tempo libero adoro leggere, viaggiare e scoprire nuove culture – esperienze che arricchiscono il mio modo di vedere il mondo.

✨ Sono qui per aiutarti con qualsiasi domanda tu possa avere! ✨