¿La Covid? ¿El covid? La lingua spagnola e la pandemia che ha cambiato il nostro vocabolario

Michal Kazimierczak 6 min
Instituto Hispánico de Murcia - ¿La Covid? ¿El covid? La lingua spagnola e la pandemia che ha cambiato il nostro vocabolario

La crisi globale del coronavirus, che dalla fine del 2019 e per diversi anni ha scosso il mondo, non ha solo cambiato le nostre routine, le nostre abitudini e il modo in cui ci relazioniamo, ma ha anche lasciato un segno profondo nella nostra lingua. La lingua spagnola, viva e in costante evoluzione, riflette nelle sue parole l’impatto sociale, politico ed economico di questa pandemia.

Le parole legate al Covid-19 e alla crisi sanitaria sono diventate protagoniste della vita quotidiana, occupando un posto di rilievo nelle ricerche sui dizionari, nei titoli dei notiziari e nelle nostre conversazioni quotidiane. Parole come pandemia, epidemia, cuarentena (quarantena), confinamiento (confinamento/lockdown), hipocondría (ipocondria), asintomático (asintomatico) e, naturalmente, coronavirus sono entrate nel vocabolario comune con una forza inusuale. La Real Academia Española (RAE) ha riconosciuto questa realtà, scegliendo “confinamiento” come parola dell’anno, un chiaro simbolo dell’impatto linguistico e sociale di questa crisi.

Coronavirus: una parola che è arrivata per restare

Sebbene il termine coronavirus non fosse inizialmente incluso nell’ultima edizione del Dizionario della Lingua Spagnola (DLE), è già stato proposto per l’inserimento a causa del suo uso massiccio e diffuso. Si tratta di un termine scientifico che proviene dal latino e descrive una famiglia di virus con una caratteristica forma esterna che ricorda una corona solare, da cui il nome. È importante chiarire come si scrive e si usa questa parola: coronavirus si scrive sempre in una sola parola e con l’iniziale minuscola quando si riferisce al nome comune del virus o, per estensione, alla malattia causata da questo virus. Per esempio: “Los coronavirus son responsables de enfermedades que afectan tanto a animales como a humanos” (I coronavirus sono responsabili di malattie che colpiscono sia animali che umani).

¿El COVID-19 o la COVID-19? Un dibattito linguistico interessante

Forse uno dei dibattiti più commentati riguardo alla lingua e alla pandemia è stato il genere da assegnare all’acronimo COVID-19, il nome ufficiale della malattia causata dal virus SARS-CoV-2. Entrambe le opzioni, el COVID-19 e la COVID-19, sono corrette e accettate. La ragione per cui molte persone usano il maschile “el COVID-19” ha a che fare con il genere di parole correlate, come coronavirus o i nomi di altre malattie virali che adottano il genere del virus, come el zika o el ébola. Tuttavia, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e molti media ufficiali utilizzano “la COVID-19”, sostenendo che la parola nucleo dell’acronimo è enfermedad (malattia), che è femminile in spagnolo. Questo uso al femminile è ugualmente valido e linguisticamente giustificato.

Maiuscole e minuscole: come scrivere COVID-19

Dato che COVID-19 è un acronimo relativamente nuovo, non è ancora completamente lessicalizzato. Pertanto, la forma corretta e raccomandata è scriverlo in maiuscolo e con il trattino per separare la parte numerica, ovvero COVID-19. Tuttavia, se col tempo questa parola diventasse un termine comune al di là della sua origine come acronimo, potrebbe arrivare a essere scritta in minuscolo, come accade con molte parole che derivano da sigle (per esempio, láser o radar).

La pronuncia dell’acronimo COVID

Non esiste una regola rigorosa per l’accentazione prosodica degli acronimi in maiuscolo, ma la pronuncia più diffusa in spagnolo è [ko-BÍD], con la sillaba tonica sulla seconda, seguendo uno schema comune per parole di struttura simile.

Parole correlate emerse o divenute popolari

Oltre a coronavirus e COVID-19, la pandemia ha portato in primo piano una serie di termini che sono stati incorporati o hanno acquisito rilevanza nella lingua spagnola:

  • Confinamiento (Confinamento/Lockdown): periodo in cui la popolazione è stata obbligata a rimanere a casa per evitare la propagazione del virus.
  • Cuarentena (Quarantena): isolamento preventivo di persone che potrebbero essere infette.
  • Asintomático (Asintomatico): persona infetta che non presenta sintomi ma può contagiare.
  • Teletrabajo (Telelavoro): modalità lavorativa da casa, che si è generalizzata.
  • Desescalada (De-escalation/allentamento): processo graduale di allentamento delle restrizioni.
  • Pandemia ed epidemia: termini che distinguono la scala dell’epidemia.
  • Hipocondría (Ipocondria): paura eccessiva di soffrire di malattie, fenomeno che è aumentato in alcune persone durante la pandemia.

Cambiamenti sociali e culturali riflessi nel linguaggio

La pandemia non ha solo aggiunto parole nuove, ma ha anche cambiato il modo in cui usiamo e comprendiamo molte espressioni. Per esempio, termini quotidiani come mascarilla (mascherina), distancia social (distanziamento sociale) o lavado de manos (lavaggio delle mani) sono entrati a far parte del vocabolario abituale e hanno cambiato il loro peso e significato nelle nostre conversazioni. Inoltre, il linguaggio digitale è esploso con nuovi usi: sono stati creati neologismi, sono diventati popolari hashtag e acronimi legati alla salute, alla protezione e alla solidarietà, ed è stato dato maggior valore a espressioni che prima erano poco comuni.

Lo spagnolo in tempi di pandemia: tra effervescenza e permanenza

È importante capire che molte parole che sorgono in momenti eccezionali, come una pandemia, possono avere un carattere effimero. Alcune mode linguistiche scompaiono quando la crisi passa, mentre altre restano per sempre come parte della nostra memoria collettiva. Coronavirus e COVID-19, senza dubbio, sono termini che rimarranno nel dizionario e nella storia. Ma molte altre parole legate a quest’epoca potrebbero diventare tracce linguistiche che serviranno a ricordare questo tempo difficile.

Il ruolo delle istituzioni linguistiche

La Real Academia Española e altre istituzioni legate alla lingua giocano un ruolo cruciale nel documentare e normativizzare queste trasformazioni. Il monitoraggio, l’incorporazione e la spiegazione dei nuovi termini e usi contribuiscono a far sì che la lingua evolva con coerenza e accessibilità per tutti. La pandemia ha dimostrato che la lingua non è qualcosa di statico né lontano dalla realtà sociale, ma uno specchio dinamico che riflette le preoccupazioni, le innovazioni e i cambiamenti della società.

Riflessione finale: una lingua viva che accompagna i tempi difficili

La pandemia ha messo alla prova non solo i sistemi sanitari e le strutture sociali, ma anche la capacità della lingua di adattarsi ed esprimere ciò che stiamo vivendo. La lingua spagnola ha risposto rapidamente, incorporando parole nuove, adattando significati e facilitando la comunicazione in tempi in cui l’informazione chiara e precisa è stata vitale. Questo fenomeno linguistico è anche un promemoria del fatto che la lingua è un patrimonio comune che cresce e cambia con noi. Il Covid-19 ci ha lasciato non solo un profondo segno sanitario e sociale, ma anche un’eredità linguistica che continuerà a essere oggetto di studio, analisi e riflessione.

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SCRITTO DA Michal Kazimierczak
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Ciao a tutti, mi chiamo Gabriela. Sono venezuelana e comunicatrice sociale per professione e per passione. Essendo appassionata del processo comunicativo, mi piace davvero entrare in contatto con le persone e offrire un supporto caloroso e autentico. Nel tempo libero adoro leggere, viaggiare e scoprire nuove culture – esperienze che arricchiscono il mio modo di vedere il mondo.

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